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31 marzo 2011

Senza memoria?

Carlo Verdone

Carlo Verdone

Sveva Avveduto

Sveva Avveduto

Al centro di questo incontro c’è la società. L’icona intangibile di una pretesa riserva morale e civile che, invece, come il selciato delle strade, è solcata da fenditure e da crepe. Si chiama post-modernità, frammentazione o, come ha detto Bauman, “società liquida”. Sembra che i sentimenti abbiano difficoltà ad abitare il cuore dell’uomo e così lo stupore si smarrisce e scivola via. Su questo dialogheranno la studiosa di fenomenologia sociale con chi vuole rappresentare quelle realtà nella misura della commedia, cercando di restituirgli le emozioni della vita e la profondità di una memoria che sembra davvero smarrita.

Il video dell'evento
e i contributi di Carlo Verdone e Sveva Avveduto

Italia 150

Oltre la retorica e la storiografia

Non per le polemiche politiche che, al di là del merito, sono spesso pretestuose e sopra le righe, ma la ricorrenza dei cento cinquanta anni dell’Unità d’Italia non può non suscitare in chiunque qualche proprio pensiero libero e non retorico. Certo, un anniversario non può non rinviare alla memoria e ai simboli che l’hanno tramandata e che ancora la identificano. Ed è per questo che preparando questo nuovo “Dialogo in Biblioteca” al Cnr, abbiamo scelto un taglio più vivo e meno museale.

Firma della Costituzione italiana

L'unità in itinere

Nel cuore dei 150 anni dell'Italia, c'è la Costituzione repubblicana. Al di là, dunque, di ogni celebrazione retorica,  l'intento di questo dialogo, perciò, è leggere il "tempo presente" alla luce di quella Carta nella quale si enunciano i principi intangibili dei diritti e dei doveri dei cittadini. Una discussione che va oltre i pregiudizi antichi e anche oltre il revisionismo interessato che ha la pretesa di leggere il passato con le categorie del presente.

Riccardo di Segni

Traduzione Talmud in italiano: venerdì la firma del Protocollo

Il Talmud verrà tradotto anche in italiano. Il primo passo formale del “Progetto Talmud” avverrà venerdì a Palazzo Chigi con la sottoscrizione di un protocollo d’intesa, che verrà firmato dalla presidenza del Consiglio, dal ministero dell’Istruzione e l’Università, dal Consiglio nazionale delle Ricerche, dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e dal Collegio Rabbinico italiano.

Foto di Mara Celani

I diversi destini delle lingue

Da una discussione culturale tra il rabbino capo della più antica comunità ebraica del mondo e uno storico della lingua italiana, può venire fuori un contributo importante sul diverso ruolo della lingua nel culto e nella sua fruizione più generale. Il riferimento è all’ebraico e al latino dal quale ultimo deriva (non sola come si sa) la lingua italiana. L’ebraico è vivo da alcune migliaia di anni...

Luca Tiberi

Un organismo in divenire

La storia della parola è quella della comunità dei parlanti e della loro cultura che quella parola comunica indipendentemente che essa sia presa a prestito da un’altra lingua o ne sia un calco semantico. In questo senso la parola è uno specchio nel quale la comunità guarda la sua storia e di essa i dizionari e le grammatiche non colgono che delle istantanee, mentre il processo di trasformazione incessantemente continua.

Contributo di Luca Tiberi